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Mi fa sempre sorridere un pò quando certi titoloni ( titoloni… un trafiletto seminascosto..ovvio, dato l’argomento ) sbandierano la riscoperta dell’acqua calda. Una cosa, spesso, che chiunque abbia appena appena una certa dimestichezza con la realtà quotidiana ( ma non è di questo che dovrebbero trattare i giornali? ) considera la più ovvia delle ovvietà.
Le donne guadagnano meno dei loro pari-grado-esperienza-anzianità maschietti.
Davvero?
Ed il differenziale è spaventoso.
Ri- davvero?
Ma davvero davvero?
Va bene, stavolta lo ripete l’Unione Europea ( l’umile sottoscritta lo urla dai tetti da circa 10 anni ). Che bello. Tu guarda, ci avevo ragione, ci avevo. E se oltre al fatto che una donna lavora aggratis rispetto ad un maschietto 59 gg all’anno ( e poi dicono che assumere le donne non vale la candela … boh! ) ci mettiamo che una casalinga svolge un lavoro che se pagato in soldini e non con pacche sulle spalle si aggira circa sui 7000 euro di stipendio mensile ( e questo lo dicono gli americani  ) si conferma l’assunto che il lavoro femminile è la vera forza motrice della moderna società. Inoltre, spesso, una donna svolge entrambi i mestieri.
Quello aggratis gg59 fuori casa e quello aggratis 365/366gg in casa. E poi dicono che le donne non producono ricchezza.
So che fa male andare a sbirciare in casa altrui ( vedi paesi nord europei ) ma dove il lavoro femminile è stato incentivato in qualsiasi forma anche la più astrusa le cose economicamente funzionano meglio che qui.
Che sia un mero caso?

http://www.repubblica.it/economia/2014/02/28/news/gender_pay_gap_salari_uomini_donne-79863214/?ref=HRLV-6

Si dice che la decadenza dell’Impero Romano sia stata anticipata dalla decadenza dei suoi costumi.
In tutta sincerità non vedo come la civiltà italiana, erede della decadenza romana, dopo 2000 anni di disfacimento, possa peggiorare ancora, ma come sempre i fatti sono più fantasiosi della fantasia e spesso la battono… perciò la cronaca negli ultimi tempi si diverte moltissimo a smentire le mie credenze.
Quindi eccoci al “dilagare” del fenomeno delle “baby” prostitute. Per le motivazioni più strane, dall’integrazione della paghetta all’aiutare la mamma. E se da una parte trovo che sia un grave spunto di riflessione, in un fenomeno che di spunti di riflessione ne offre a bizzeffe –  e nessuno piacevole – il fatto che solo UNO (dicasi UNO; e dubito che agli altri la giovane età delle … professioniste sia sfuggita )  dei clienti abbia avuto lo scrupolo di dire “con una bimba NO “, mi trovo anche a riflettere sul fatto che aver mercificato a vari livelli ed in vari modi il corpo delle donne ha avuto anche la conseguenza di rendere l’orrore e l’errore di tale mercificazione quasi irrilevabile.
L’ho detto e lo ridico. E’ anche colpa nostra. Mia e della mia generazione, mia e di tutte le madri che finora non hanno saputo insegnare il rispetto per le donne e delle donne. Ossia di noi stesse.
Non è troppo tardi per invertire il processo, ma dobbiamo riconoscere i nostri errori , oltre a quelli altrui, enormi, non lo nego, rimboccarci le maniche e darci da fare. A cominciare da ieri.

Le cronache di questo periodo già non mettono di buon umore. India ed Italia ( che sia colpa delle iniziali? ) sembra abbiano lanciato la gara a chi si merita più notizie in prima pagina per la violenza sulle donne, mentre la situazione politica, anzi, il comportamento della stessa… beh, lasciamo stare.
Ma oltre stigmatizzare tutto quanto sopra, una cosa mi preme dirla. Ricopro questo ruolo da un pò. So che se esiste un “lavoro” che spacca il fegato, richiede abnegazione, capacità empatica, arrampicamenti sugli specchi, forme varie di volontariato…bene, se esiste è questo. E’ un lavoro spesso misconosciuto, ma sempre difficile, una corsa perennemente in salita, fra riduzioni di risorse in percentuali allucinanti e ostacoli crescenti.
Ora, non voglio mettere parola sul discorso delle somme affidate alla Consigliera Regionale d’Abruzzo, non avendo dati per farmi anche solo una opinione. Quindi taccio sulla questione.
Trovo però che una persona che si trova a ricoprire un ruolo all’interno della nostra rete, debba quanto meno aver tenuto – oltre continuare a tenere – un comportamento tale da non permettere neppure il più piccolo dubbio sul “merito” ( intendendosi per tale la base della “meritocrazia”) della sua presenza in questa rete.
Abbiamo un ruolo troppo delicato per permettere che certi dubbi anche solo aleggino. Noi siamo quelle che tutelano dignità e capacità delle donne nel mondo del lavoro, quelle che lottano per far capire che non è merito della bellezza ma della forza delle nostre gambe se ci facciamo strada nelle professioni.
Che una di noi abbia dato adito ad una tale ombra sulla sua nomina, mi pare una cosa fuori dal mondo.
Ecco perchè le cronache di questo periodo mi mettono ulteriormente di cattivo umore.

PS: e notare che solo un giornalista su 10 sa distinguere fra Consigliera di Parità altri ruoli all’interno delle Pari opportunità, mi fa sentire peggio. Ecco.

D’accordo, è un francobollo di stato.
Lo si percorre in largo e lungo, a piedi e con calma, visto che sarà piccolo ma le sue brave salite ce le ha, forse in un’oretta.
Però ci sta dando una bella lezione di civiltà: la frase “lei non sa chi sono io ” o “chi sono stato”, che in Italia resta appiccicata addosso anche a chi è stato sindaco del Monopoli, lì non conta. Hai sbagliato?
O almeno questo fanno pensare i risultati delle indagini? Finisci dentro fino a prova contraria. Anche se sei stato il capo dello stato.
E magari potresti esserlo di nuovo.
Sarà un coriandolo di paese, ma oggi mi fa parecchia invidia.

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/01/22/news/molestie_sessuali_arrestato_l_ex_capo_di_stato_di_san_marino-76621223/?ref=HREC1-26

Mentre in America una donna diventa capo della Fed ( robucola…una cosetta da niente. Cosa volete che sia…), mentre un’altra donna peraltro neppure giovanissima e bellissima ( intelligente sì. Ma questo in Italia non sarebbe un vanto quanto gli altri due aggettivi…) sta pensando di proporsi come prossimo presidente degli Stati Uniti , mentre le più recenti elezioni in Sudamerica hanno portato al ballottaggio per la presidenza di un paese due donne…mentre un paese islamico rifiuta la sharia come legge e riconosce in Costituzione la completa dei parità dei sessi ( d’accordo, per ora sono parole : ma se si considera chi le sta proponendo…) in Europa l’Italia si becca un metaforico sonoro scapellotto perchè non c’è una legge che permetta sic e sempliceter ad una madre di dare il proprio cognome, anche se sposata, alla prole. E come se non bastasse, a parte tane belle parole, la violenza sulle donne non si ferma.

E’ cambiato il millesimo, ma niente di nuovo sotto il sole.

Chissà perchè, la cosa non mi conforta.

Buon 2014!!!

Certo, se consideriamo la fine del 2013 ( con la tragedia di Collegno. Sicuramente è figlia della follia e della depressione, però è indicativo che l’unico maschio di casa abbia deciso che le proprie difficoltà avrebbero distrutto le vite di tutta la famiglia, motivazione per la quale ha provveduto in prima persona. Che magari le donne della sua vita avrebbero potuto aiutarlo a superare la situazione forse è un pensiero che non ha neppure avuto. Il capo famiglia era lui ed al suo fallimento, se di fallimento si può parlare, doveva porre rimedio da solo…ma ammetto che queste sono solo mie considerazioni, personalissime e magari pure sbagliate. Sempre femminicidio però è …) se consideriamo il 2013, dicevo, il 2014 per andar peggio si dovrà impegnare parecchio.

Comunque questo è il tempo della speranza, per cui :

BUON 2014!!!

 

Verrebbe quasi spontaneo dire che la violenza sulle donne in Italia è davvero trasversale.

Che in pratica è l’unico fenomeno davvero universale.

Non diremmo qualcosa di sbagliato: in Italia violenti sono maschi italiani sulle donne italiane ( e non importa ceto, cultura, appartenenza sociale. Che si tratti di un operaio o del proprietario della fabbrica, dell’analfabeta o del professore universitario, la cosa non cambia ) e i maschi stranieri sulle donne straniere.

Che sia l’aria? Qualcosa nell’acqua???

In realtà purtroppo il fenomeno, come riportano le cronache, non è solo nostro.

Ma nella cosiddetta civilissima Europa, è forse l’unico primato che ancora abbiamo. Sigh.

E ogni volta che succede qualcosa, spesso,come anche ieri è capitato, se ne parla.

Se ne parla un mucchio.

E’ esattamente come per la “crisi”. Se ne parla, non si fa che parlarne.

Però soluzioni? Nisba.

Tanto il popolo italiano è maestro nell’arte di sopravvivere – a qualcuno non va sempre bene, ma pazienza. E’ solo la parte negativa della statistica. Per capirci, quello che il pollo non lo mangia, anche se un pollo per due persone fa mezzo pollo a testa….- per cui…provate a tener duro. Per l’uno e per l’altra. Arrangiatevi.

Ha da passà a nuttata…. se domattina vi svegliate intere… per oggi ve la siete cavata.

Ecco.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/12/12/news/sfregia_moglie_con_acido_arrestato-73388980/?ref=HREC1-21

Dopo un pò di silenzio torno con una notizia ( e stavolta non è da bollettino di guerra… allelluja! ) : in America, la prima generazione di padri cresciuta con una madre che lavora sta iniziando a considerare positivamente – causa crisi, credo : più che l’onor potè il digiuno… se mi permettete il paragone …del resto le donne in America e da li nel mondo, iniziarono a lavorare fuori casa quando i mariti erano al fronte. Solo che certi sassi una volta lanciati… continuano a volare…- considerare positavamente, dicevamo, l’inversione dei ruoli. Loro a casa e le mogli ( con lavori più retribuiti ) a Wall Street.

Bello.

Però un poco condivido lo spunto di riflessione che viene lanciato nell’articolo: così ci limitiamo ad invertire il modello di base. I genitori non condividono le cure della prole, come dovrebbe essere in condizioni ideali. Cambia solo il sesso del genitore che fa il casalingo. Certo, non è dire pula. Come passo avanti non è da poco. Solo che bisogna cambiare lievemente direzione. Così non è la società ad adattarsi alle esigenze femminili legate alla gravidanza ed alla maternità. E’ solo che la donna si adatta al modello maschile fino, proprio maschio permettendo ( e quindi trattasi di fenomeno “ad personam” per quanto in crescita. Non è una risposta “sociale” al problema ) , a farlo proprio: “mio marito sta a casa ed io guadagno per tutti”. Non farebbe una grinza, se non fosse che questo succede accettando in pieno il modello maschile di lavoro: full time, anzi senza time, in giro per il mondo, Natale e compleanni compresi. Non fai più la mamma, fai la babba. Nel senso che ci sei solo in cartolina. O quasi. Perchè noi donne soffriamo di sensi di colpa maggiori, e perchè tanto, i lavori domestici ci toccano lo stesso. Per quanto mammo, a quanto pare, lui il bagno non lo pulisce comunque.

http://www.repubblica.it/esteri/2013/12/09/news/donne_in_carriera_e_pap_casalinghi_a_wall_street_la_riscossa_delle_mamme-73085503/?ref=HREC1-28

La giornata contro la violenza sulle donne è terminata.

Due riflessioni sorgono spontanee, almeno alla mia sensibilità. La prima è che è atroce che sia necessario istituire una “giornata contro” un simile fenomeno ( che non dovrebbe esistere. Ancor meno dovrebbe esistere una giornata contro… ed è quindi espressione di inciviltà che invece sia talmente grave l’uno da far esistere l’altra ) la seconda, è che purtroppo non basta una sola giornata. Ossia, l’attenzione va tenuta desta tutti i 365 ( anche 366 se del caso ) giorni dell’anno. La sensibilizzazione, la crescita nel e del rispetto reciproco fra generi non è una faccenda da relegare in 24 ore, trascorse le quali, assolto l’obbligo di averne parlato dovunque e comunque, possiamo chiudere la questione in un cassetto e tornare a parlarne l’anno prossimo.

Perchè è leggermente sconfortante, leggere da un lato a cosa è dedicato il 25 novembre, e dall’altro la notizia di un “branco” di una decina di persone, fra cui alcuni minorenni, che per mesi ha violentato una ragazzina quattordicenne che per lungo tempo ha taciuto terrorizzata dalle minacce subite. Oltre alla violenza fisica, caso mai questa non fosse abbastanza.

Per cui c’è , a voler essere proprio pignoli, anche un terzo aspetto di questa faccenda della giornata “contro la violenza sulle donne”…Bene, benissimo parlarne. Ma se la piantassimo con le parole e passassimo ai fatti, non sarebbe meglio?

Non ho molto da commentare, se non affermare ironicamente : “l’avevo detto”! E sì mi chiamo Cassandra.

Peccato che la signorina, per “grazia ricevuta” ( uno dei primi stolking della storia. Dire di no agli dei greci, fosse pure l’Illuminato Apollo, non era mai gratis. Infatti le donne greche non stavano benissimo…) oltre a non fare una bella fine, benchè avesse sempre ragione, non fosse mai ascoltata.

Però non ditemi che non è una strana coincidenza.

..http://www.repubblica.it/scuola/2013/11/11/news/non_si_permetta_di_giudicarlo_se_i_genitori_insultano_i_prof_-70759800/?ref=HREC1-31

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