Salta la navigazione

E’ inutile: pur continuando a sperare di trovare qualche notizia bella davvero nella cronaca da poter commentare, resto a bocca asciutta.

( delle recenti amministrative non parlo: finchè ho un certo ruolo sono super partes… ma qualcosina penso, eh, sì! )

Continua il lungo bollettino dei femminicidi ( con la lista dei suicidi per problemi enomico-finanziari è una delle poche cose – con le tasse – che cresce ) e sembra che tutto quanto ha portato alla fine della prima repubblica ( tipo la corruzione dilagante ) stia affossando questa.

Non che me ne dolga troppo: credo che un cambiamento sia necessario… anche perchè per andare peggio dobbiamo impegnarci.

Ma qualche spiraglio di speranza in giro si nota.

Non cercate nella cronaca, però. Cercate giringiro…. Nei quotidiani non allineati, nelle trasmissioni tipo Report ( in particolare la rubrica C’è chi dice no..) oppure girotrottolate per internet.

Se avete molta molta molta pazienza, qualcosina troverete.

Come l’esortazione ( esortazione ! ) ad abbassare il prezzo della benzina di qualche centesimo ( ullalà che roba!! )

Resta da vedere se l’esortazione basterà.

Vorrei scherzarci su.. ma riesce difficile.

Da un lato pensare che i sentimenti non conoscono età, che amore, passione, e gelosia non sono appannaggio della sola gioventù….e che adesso è provato ( 25 anni insieme. Lui ha 76 anni e lei 82, fate i conti voi ) fa sentire meglio…

Ma dall’altro, questo caso è purtroppo, un’altro numero in quella lunga lista che regala all’Italia il triste primato del femminicidio in Europa.

E passa la voglia di sorridere. Figuriamoci ridere.

 

 ( e con ciò ecco andare a farsi friggere il mio proposito di cercare di parlare “solo” di cose allegre ).

Se avessi voluto tacere ( e per sempre, almeno pare ) avrei trovato la scusa perfetta: pare che di questi tempi, di belle notizie in giro ne circolino poche.

Ma dato che non cercavo il mutismo per l’eternità, apporterò qualche modifica al mio “buon proposito” : continuerò a cercare belle notizie e mi impegno a pubblicizzarle se le trovo ( se ), però parlerò anche di notizie meno buone.

Così mi limito a rimandare ad una notizia apparsa oggi su Repbblica: dove gli stipendi sono più alti la disoccupazione è minore.

Bravi, avete scoperto l’acqua calda: se noi siamo la società dei consumi, l’economia tira finchè quelli corrono. E dove corrono meglio? Dove la gente può spendere per acquistare bene di consumo. Ossia più i redditi da lavoro sono alti, più i lavoratori consumano, più l’economia tira.

Lo dico da anni ormai. Non bisogna incentivare la Fiat per fare più Panda: dobbiamo incentivare la Fiat ad aumentare gli stipendi così gli operai avranno i dindini per comprare più Panda ( ammesso e non concesso che piaccia loro….) .

Mi fa piacere che un istituto come l’Eurostat se ne sia accorto … in ritardo, ma se ne è accorto.

Signor Monti, a lei le statistiche del suddetto istituto, arrivano?

Colga lo spunto, ci farà un gran bene.

Mi limito a segnalare una notizia piccina piccina….

Questa:

Daphne, la top più vecchia del mondo

Che però fa pensare : provate ad accettare di invecchiare ( anche se non è detto che dobbiate farlo di corsa: si può invecchiare anche “di invecchiamento lento” … eheheh ) e sarete belle anche da nonne.

Opponetevi di brutto al tempo che passa, e quello – prima o poi, tanto lui… di tempo ne ha – vi schiaccerà.

E ricordiamoci una cosa : con la tecnologia a nostra disposizione, attualmente l’unico modo per non invecchiare è morire…giovani.

Detto fra noi, preferisco le rughe.

Mi scuso se sono stata un pochetto assente: ma ho avuto un alcuni problemi “tecnologici” ( il computer principale è saltato all’improvviso ) e per un periodo particolarmente stressante arrivavo a sera talmente stanca che crollavo a dormire ad orari improbabili per me ( tipo le 21… incredibile per la sottoscritta).

Però, mentre riflettevo durante la “latitanza”, mi sono accorta che queste mie chiacchiere sono prevalentemente legate a notizie brutte quando va bene, pessime o drammatiche negli altri casi.

Così ho deciso di dare un taglio più allegro ( Tonino Guerra è morto, ma continuo a credere nell’ottimismo) cercando di commentare anche e soprattutto belle notizie, notizie allegre:

il proponimento è buono, ma di difficile realizzazione, stando a quanto accade.

Però prometto di impegnarmi in questa ricerca.

Perchè credo sia importante cominciare a raccontare di qualcosa che funziona ( un pò come i servizi finali di Report: negli ultimi 5 minuti cercano di alleggerire il tremendo magone che ti hanno procurato con tutti gli altri ) e non solo di quello che va storto.

La sfida sarà trovarlo.

 

olevo commentare l’ennesimo bollettino di guerra dei femminicidi ( non ricordo se già ne ho parlato : il termine “femminicidio”, nato in occasione della strage delle donne di Ciudad Juarez, indica la violenza fisica, psicologica, economica, istituzionale, rivolta contro la donna «in quanto donna». Il temine è nato in Messico, ma come si legge in un articolo di domenica 12 febbraio 2012 di Angela Gennaro “E un triste primato tutto italiano è quello di vedersi affibbiata in un documento ufficiale delle Nazioni Unite la parola «femminicidio». In questo lo Stivale è insieme al Messico, condannato nel 2009 dalla Corte interamericana per i diritti umani per il femminicidio di Ciudad Juarez”. Il bel Paese dei primati – una volta positivi – con i suoi 120 femminicidi del 2011 adesso ha anche “questo” bel primato.) ma mentre iniziavo a scrivere i miei commenti sull’ultima strage di Brescia ( e tanto per chiarire il concetto : il pluriomicida non è uno straniero. Ha una perfetta cittadinanza italiana ) ho avuto la pessima idea di sintonizzarmi su Presa Diretta.

Non lo faccio mai, difficilmente seguo la televisione di stato. L’informazione “addomesticata” non mi piace.

Ma vedendo Marchionne mi sono inchiodata davanti al televisore, con il risultato di arrivare a fine trasmissione, dopo un educativo giretto a Detroit, a Torino, in India, dopo aver visto desolanti spettacoli di fabbriche chiuse ed altro… con un’ansia dentro che toglie il respiro.

Che c’azzecca Marchionne con il femminicidio? A parte la paura per il futuro che generano entrambi? Ben poco, direte voi.

Ed invece no.

In entrambi i casi ( il padrone per il quale l’operaio non è un essere umano ma la componente di un processo produttivo: senza diritti e quindi dignità, pensiero, sentimento… ed un uomo per cui una donna è un bene posseduto, da distruggere piuttosto che perdere) siamo di fronte ad un comportamento che riduce l’altro, il diverso da te , chi non “è” te, a qualcosa che non necessita di rispetto, considerazione e protezione perché il valore della vita altrui – non trattandosi della propria- è nullo. Per cui puoi distruggerlo: anche fisicamente in un caso, socialmente ( tanto da qualche parte nel mondo sostituiti più a buon mercato si trovano comunque… e chi se ne frega dell’effetto domino. Peccato che “mors tua” in questo caso, alla lunga sia non “vita mea” ma anche “mors mea.”) e psicologicamente nell’altro.

Siamo in tempi di cambiamento, e sperare nel futuro è doveroso.

Pensieri negativi generano evoluzioni negative.

Ma pensare positivo, in certi casi e con certi orizzonti, è incredibilmente dura.

Ci sarebbero tante cose da dire: ma me ne viene in mente solo una:

Una voce contenuta al punto 10 del contratto di consulenza che la Rai offre ai collaboratori esterni a partita Iva con cui l’azienda si riserva di terminare il contratto se una lavoratrice dovesse rimanere incinta e la sua condizione, assimilata a “malattia, infortunio, causa di forza maggiore o altre cause di impedimento”, dovesse incidere, compromettendola, sulla sua produttività.

A prescidere da piccolo fatto che gravidanza non è uguale a malattia invalidante, è oltremodo grave che una persona rischi la risoluzione del contratto di lavoro ( fuori dalle belle parole: tradotto è “licenziamento” ) per una “malattia” . Che poi quella malattia possa essere una gravidanza, significa solo raddoppiare la gravità.

Che Lei smentisca o meno, la cosa dimostra solo quanto precario sia davvero il mondo delle “consulenze con partita iva”: non puoi ammalarti, che Dio ti scampi dall’avere un incidente qualsiasi – e magari tu neppure ne hai colpa- e resta da capire che cosa siano le “cause di forza maggiore” che permettono ipso facto il licenziamento , causa “impedimento” alla produttività.

Abbiamo scoperto come restare giovani, sani, integri, e produttivi all’infinito. Diventare precari.

E lo fai a costo zero.

Perchè non puoi permetterti il contrario.

 

Ogni tanto qualche buona ( dato l’argomento bella non può essere ) notizia ci vuole….

La sentenza è storica, ed una volta tanto in “buon senso”: se lo stato non riesce a mettere dietro le sbarre gli stupratori, deve risarcire la vittima.

Non posso che applaudire al “buon senso” della sentenza: oltre a recepire una sacrosanta direttiva europea, sarà di stimolo anche alle forze dell’ordine.. ( poverette; forse più che di stimoli avrebbero bisogno di fondi…) e forse sugli effetti di certi crimini ( la direttiva parla di “crimini violenti” ) comincerà a riflettere di più anche il legislatore.

Tacevo da un pò… anche per motivi di …influenza!!! un pò perchè non mi sentivo troppo bene e sono sempre andata a letto presto….un pò perchè il bollettino di guerra mi aumentava il malessere.

Un pò perchè di questi giorni è di moda essere sobri… ed io quando mi esprimo sono piuttosto sanguigna ( e buonatte alla sobrietà. Del resto nata in Italia sono, mica sono una suddita di Queen Elisabeth the second…) ma questa è troppo grave per tacere.

Capisco i motivi “giuridici” che stanno alla base della decisione, ma se il cervello un poco capisce, cuore, fegato e sangue hanno un parere completamente diverso.

Stupro di gruppo ed ai presunti colpevoli ( perchè di quelli stiamo parlando, sì? Sono ancora gli “indagati”, se non leggo male…) si possono “applicare pene alternative al carcere”.

Sinceramente, non ho parole. Ora, se si tratta di indagati, finiti dietro le sbarre, è possibile presumere che gli indizi di colpevolezza non siano poi pochi, confusi e magari incerti.

E persone così le premiamo pure??? Poveri, stare in carcere è dura.

Anche subire uno stupro, od anche un “tentativo” di stupro. Di gruppo, inoltre, deve essere ancor più devastante.

Si nota che non siamo più in campagna elettorale. Altrimenti tutti i partiti,partitucoli, capetti e capotti si sarebbero precipitati a gridare allo scandalo. Ma ora non fa audience, e quindi tutto tace.

E questo, per noi donne, è l’ennesimo stupro. Di altro genere, ma sempre tale.

Avrei parecchie notizie da commentare, ma dato che i commenti si possono riassumere con una sola lapidaria frase “ nulla di nuovo sotto il sole” con il classico “purtroppo” in aggiunta, non ho voglia di appesantire la fine delle feste più di quanto riescano benissimo a fare i giornali… per cui mi limito a dire : “ Buon anno a tutti. Che il nuovo anno ci sia propizio”.

Abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.